
Effetto dei social a livello cerebrale.
L’ uomo si è evoluto in un ambiente caratterizzato da una costante privazione.
E’ evidente a tutti che il pensiero dei nostri antenati era esclusivamente quello di procacciarsi il cibo, evitare di essere loro stessi cibo per altri e di riprodursi. Gli stimoli erano molto limitatati, poco intensi e a temporalmente
diradati. Vero similmente dal punto di vista alimentare, lo stimolo maggiore poteva essere la frutta fresca o il miele ed e’ chiaro che procurarsi il miele all’ epoca non era come andare al supermercato oggi.
Fondamentalmente la nostra fisiologia e’ rimasta invariata, quello che è cambiato profondamente è l’ ambiente circostante. Ambiente inteso non solo dal punto di vista paesaggistico o urbano ma dal punto di vista alimentare, degli stimoli visivi, sessuali, sociali.
Si puo’ dire che è cambiato di più negli ultimi 10 anni con lo sviluppo dei social network, dei negozi online, dello smart working che negli ultimi 50 anni.
Ciò ha comportato un abnorme aumento degli stimoli a cui siamo sottoposti. Questi stimoli si riferiscono quasi alla totalità’ a gratificazioni istantanee. Viviamo nel periodo in cui abbiamo a disposizione tutto e nello stesso momento in cui lo desideriamo. Le insidie nascoste nei cibi spazzatura non risiedono solamente nella mancanza totale di micronutrienti e nelle elevate densità caloriche ma anche nel fatto che innescano meccanismi di assuefazione tipici delle sostanze stupefacenti.
Un alimento super palatabile, per antonomasia ricco di zuccheri semplici e grassi soprattutto saturi e polinsaturi, da un lato soddisfa i nostri bisogni edonistici e dall’ altro, con la stimolazione del rilascio di dopamina, innesca un meccanismo di rinforzo verso quell’ abitudine. In pratica queste abitudini ci rendono dipendenti dal piacere momentaneo che danno grazie al rilascio di dopamina. Ma si sa la biologia non si puo’ prendere in giro e le continue stimolazioni portano anche ad una progressiva assuefazione e desensibilizzazione con la conseguente ricerca di stimoli sempre diversi e anche più intensi. La stessa identica cosa vale per la fruizione della pornografia: il sovrastimolo porta alla fine ad un esaurimento della reazione dopaminergica a quello stimolo con le conseguenze che tutti possiamo, in questo caso, immaginare.
Ritornando al cibo e all’ ambiente obesogeno (cibo spazzatura, sedentarieta, lavoro di ufficio, scarsa cura della propria salute, incapacita’ di autodisciplina, poca attivita’ all’ aria aperta) nel quale siamo immersi, all’ obesita’ e tutto quello ad essa correlato come dismetabolismi vari (diabete, dislipidemie), ipertensione, infiammazione cronica subclinica, patologie e incidenti cardiovascolari, calo del testosterone, impotenza, infertilita’, possiamo senza tema di essere smentiti che ormai si tratta di una vera piaga sanitaria del mondo industrializzato.
Nella ricerca del tutto e subito vi è anche l’ aspettativa di risultati quasi miracolosi nel momento in cui si inizia una dieta. Soggetti che non hanno mai fatto alcun tipo di sport o movimento vorrebbero diventare in tre mesi magri, con le vene sottopelle e gli addominali scolpiti ed in evidenza.
Non vi è più una connessione con la realtà, con i propri limiti e condizione (attuale intendo, in futuro sicuramente si potrà, nei limiti della propria potenzialità genetica, cambiare).
Nella maggior parte dei casi non vi è neanche la ferrea volontà di iniziare un percorso virtuoso di allenamento e dieta perché’, complici i social, ci si aspettano risultati strabilianti solamente andando dal nutrizionista o dal personal trainer.
Purtroppo non funziona così: il modificare il proprio corpo ,nei limiti della propria genetica, con l’ allenamento e la dieta passa dalla disciplina. La disciplina e’ una virtu’ che bisogna coltivare e purtroppo l’ accesso al cibo di qualunque tipo, al porno, agli acquisti compulsivi con un solo click, ha distrutto nella gente la semplice idea di fare rinunce per un obiettivo futuro modificando i propri comportamenti.
Non possiamo sfuggire all’ ambiente ma possiamo fare in modo di essere meno influenzati possibile da esso: se il nostro problema è l’ alimentazione compulsiva teniamo in frigo solo petto di pollo, uova, verdure e frutta così saremo costretti a mangiare solo quello per lo meno fin tanto che non venga raggiunto il risultato sperato.
E non e’ vero che cosi’ la vita è triste: pensate a quanto deve essere triste la vita di chi sta 8/10 ore seduto davanti al computer a lavorare, che si ingozza tutto il giorno di cibo spazzatura, che si butta sul divano appena stacca dal computer e si mette a giocare alla play station, dopo di che va al bar e si fa l’ apericena e poi sta in giro a bere alcolici fino alle 4 di notte. L’ effetto totale e’ la totale mancanza di volonta’, apatia, spossatezza giornaliera, ingrassamento, calo dei livelli di testosterone, della libido, ipovitaminosi soprattutto D, calo della forza, delle prestazioni( semai c’è siano state) ecc…
Cerchiamo di trovare gratificazione nel percorso, nell’ idea del risultato finale.
Tutte le volte che rinunciate ad un aperitivo, ad un comportamento non salubre, o a qualsiasi altra cosa che vi allontana dal risultato (non solo il cibo), state facendo un passo avanti verso il raggiungimento dell’ obiettivo che vi siete imposti: e’ questo pensiero che vi deve dare la scarica di dopamina che vi deve dare quella voglia positiva di continuare e perseverare con costanza.
Ricordatevi che io per lavoro aiuto le persone a raggiungere i risultati che ricercano.
Per oggi è tutto, alla prossima!
https://www.npr.org/2022/03/31/1090009509/addiction-how-to-break-the-cycle-and-find-balance